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24 febbraio 2017

Divina

Il progetto prevedeva la realizzazione di un calendario fotografico basato su un caposaldo della nostra letteratura:
la Divina Commedia di Dante riproposta in chiave fashion. Le modelle, insieme agli elementi simbolici utilizzati in ciascuno scatto, scelti tutti sulla scorta di una lettura fedele dell’opera, sono state proiettate infine in atmosfere surreali, dalle tenebre dell’Inferno fino alla luce pura del Paradiso.

   

Canto I: Ingresso di Dante nella selva. “mi ritrovai per una selva oscura” v. 2
Canto III: Ingresso nell’Inferno. La modella simboleggia un dannato che, attraverso i cerchi infernali, cade verso un baratro oscuro. “per me si va nell’etterno dolore” v.2
    
Canto IX: Le Furie. All’ingresso della città di Dite, tre furie sbarrano il passo al poeta, ma vengono soggiogate da un messo celeste. “tre furie infernal di sangue tinte, che membra feminine avieno e atto” vv. 37-38
Canto XXXIV: Visione di Lucifero. Dante arriva al cospetto di Lucifero, descritto come un enorme mostro a tre teste conficcato nel ghiaccio di Cocito. “Oh quanto parve a me gran maraviglia quand’io vidi tre facce alla sua testa!”vv. 37-38

   

Canto IX: Le 7 P, i peccati capitali. Prima di entrare nel Purgatorio, a Dante vengono incise sulla fronte le Sette P dall’Angelo portinaio a guardia dell’ingresso del regno. “Fa che lavi, quando se’ dentro, queste piaghe” vv. 113-114
Canto IX: Ingresso nel Purgatorio. La montagna del Purgatorio sorge su un’isola, sulle cui sponde le anime sono condotte da un angelo. Dante e Virgilio entrano nel regno, formato da 7 cornici. “Intrate; ma facciovi accorti che di fuor torna chi ‘n dietro si guata” vv.131-132

   

Canto XII: Cornice dei superbi. Coloro che in vita hanno peccato di superbia, sono costretti a camminare a capo chino portando sulle spalle un pesante masso. “Beati pauperes spiritu!” v.110
Canto XXXIII: La purificazione e il distacco dalle ombre. Dopo aver percorso tutte le cornici ed essere stato liberato dalle Sette P, Dante giunge nel Paradiso Terrestre dove completa la sua purificazione. “puro e disposto a salire alle stelle” v.145

   

Canto I: Ritratto di Beatrice. Dante guarda Beatrice rivolta a sinistra e intenta a fissare il sole come farebbe un’aquila. “Beatrice in sul sinistro fianco vidi rivolta e riguardar nel sole” vv. 46-47
Canto I: Ingresso nel Paradiso. Dante ascende in Paradiso, abbandonando la sua natura umana e subendo una trasformazione a lui inspiegabile. “Trasumanar significar per verba non si poria” vv.70-71

   

Canto XXI: Cielo di Saturno, gli spiriti contemplativi. Rappresentati come luci che scendono dal cielo lungo una scala dorata. Uno scende per parlare con Dante (Pier Damiani). Il color oro domina l’ambiente. “di color d’oro in che raggio traluce vid’io uno scaleo” vv. 28-30
Canto XXXIII: Empireo, visione del divino. Dante ha completato il suo viaggio ed è infine giunto al cospetto di Dio. La sua mente viene colpita da un alto fulgore che, in una sorta di rapimento mistico, appaga il suo desiderio. “l’amor che move il sole e l’altre stelle” vv 145